“Una storia d’amore paranormale”: alla lettura di queste parole che fungono da sottotitolo, mi sono fatta un’idea erronea del libro che mi stavo accingendo a leggere. Sì, perché il paranormale c’è fra le pagine di Perché scomodare l’universo?, ma è un paranormale tutto umano.
Non ci sono esseri fantastici in questa storia, bensì persone comuni e, allo stesso tempo, speciali, proprio come tutti noi possiamo esserlo: gente che deve affrontare piccole lotte quotidiane, litigi, amori, passioni, rivincite. E c’è lui, il professore. Il più speciale di tutti: è capace di captare le “anime in volo”. No, non si tratta di angeli, extraterrestri o qualche personaggio venuto fuori dalle pagine di un libro di fantascienza, bensì di tutte quelle persone che non riescono a compiere quel grande passo che permetta loro di stravolgere completamente la propria vita. Il professore, psicoterapeuta, conferenziere rinomato in tutto lo Stivale – e non solo -, ascolta il fremito delle ali delle persone con cui entra in contatto e dà loro una “spinta”, le accompagna in questo momento che certamente farebbe paura a chiunque, per aiutarle ad intraprendere una nuova vita, realmente autentica.
Se riesce a spingere verso la vetta dei desideri chiunque sia pronto a spiccare il volo per voltar pagina, il professore trova qualche difficoltà con un’unica persona: Giulia, avvocato di spicco, che il professore chiama con sé a lavorare alla sua Organizzazione.
Abbracci, parole non dette, sensi di colpa, confusione, ma soprattutto il forte dualismo di Giulia (da una parte donna con i piedi per terra, forte, esperta nel suo settore; dall’altra, questo esserino un po’ strano, attratto dalle teorie sull’Universo e dal dono del professore) ci metteranno lo zampino, impedendo di far luce su quello che i due provano nei confronti dell’altro.
Barbara Raponi Giorgini costruisce una storia su diversi livelli, dimostrando di avere ottime qualità di romanziera: oltre a dipanare la vicenda fra i due protagonisti principali, riesce a dar vita ad una cornice di personaggi tutti in qualche modo connessi fra loro e ben incasellati attorno al fulcro centrale.
La sua penna precisa, limpida, esaltante e ricca contribuisce a rendere questo romanzo particolarmente delizioso; la storia leggera e al contempo estremamente interessante induce a leggere senza sosta.
Io non ho potuto fare a meno di entusiasmarmi – e non poco! – per le parole che la Raponi Giorgini ha fatto pronunciare al professore durante le sue conferenze (alle quali sembrava partecipassi davvero): lasciamo perdere le teorie sull’Universo, che sosterrebbe e guiderebbe ciascuno di noi nelle scelte quotidiane e di vita, mi ha affascinata, piuttosto, l’ardore con il quale si trattavano argomenti quali la forza di ciascuno di noi, la difficoltà di scoprire quali sono le nostre vere aspirazioni, gli scherzi che ci fa la mente. Ogni nostra emozione, ogni risposta del nostro corpo non sono frutto della reatà, ma della realtà che la mente elabora e ci propina. Noi siamo il prodotto delle nostre immagini mentali. Illuminante.
Angela Liuzzi dal sito http://www.temperamente.it/
